Sostituire iTunes quando si usa Android

Questo articolo è rivolto a coloro che sono passati da Apple ad Android e si ritrovano a gestire la propria libreria musicale sul nuovo dispositivo, ma non solo, sarà utile infatti a coloro che vogliono mantenere ordinata la propria libreria musicale senza usare iTunes ma comunque avendo a disposizione una serie di strumenti simili a quelli messi a disposizione da Apple. Il software che utilizzeremo sarà MediaMonkey in versione gratuita solo per la gestione della nostra libreria e la sincronizzazione, in versione completa (o Gold) per la conversione automatica di formati proprietari Apple che Android non riesce a leggere.

Importiamo la libreria

Innanzitutto la prima cosa necessaria è importare la nostra libreria, sia che si trovi su iTunes, sia che si trovi già sul nostro telefono, l’importante è avere una cartella sul PC (magari anche organizzata in sottocartelle) che contiene tutti i nostri file musicali. Dopo aver quindi scaricato, installato e aperto MediaMonkey rechiamoci in:

Strumenti » Opzioni » Catalogo » Pulsante “Monitora File”

Comparirà una schermata che ci chiederà le cartelle da dove prendere i file musicali. Selezioniamo quindi quella di iTunes, se non sapete dove si trova questo articolo vi chiarirà le idee e inoltre mettiamo la spunta su “Scansiona continuamente” e “Scansiona all’avvio“, due opzioni che ci consentiranno di gestire meglio la nostra libreria.

mediamonkey-1

Questa è la schermata che comparirà una volta selezionata la cartella da cui vogliamo aggiornare la libreria musicale

Cliccando su Ok in entrambe le finestre si avvierà l’importazione delle nostre tracce, al termine consiglio di non importare nulla da iTunes o Media Player perché può succedere che vi ritroverete duplicati. Togliamo quindi la spunta come nella figura sottostante:

Togliamo la spunta  a "Importa i file mancanti ..."

Togliamo la spunta a “Importa i file mancanti …”

Sincronizziamo il dispositivo

A questo punto possiamo sincronizzare il nostro dispositivo con MediaMonkey, quindi colleghiamolo (consiglio in modalità USB così sincronizzeremo la libreriamediamonkey-3 nella scheda SD esterna ma non è strettamente necessario) e lo vedremo subito comparire nel menù delle risorse di sinistra. Clicchiamoci sopra e apriamo subito la scheda:

Autosincronizza (dispositivo)

In questa scheda dobbiamo selezionare tutte le componenti nella nostra libreria che vogliamo sincronizzare quindi scegliamo “Musica” oppure selezioniamo solo gli artisti e/o gli album che ci interessano sta a voi scegliere cosa volete sincronizzare, tuttavia in questo esempio sincronizzeremo tutta la libreria e in più simuleremo il comportamento di iTunes per cui tutti i file multimediali che sono nel dispositivo verranno eliminati (eccezion fatta per le foto) selezionando l’opzione “Elimina altri file e playlist dal dispositivo” e “Conferma l’eliminazione“, ovviamente anche questo è vostra discrezione. Ecco come si presenterà la schermata con le opzione scelte:

La scheda "Autosincronizza (dispositivo)" con le opzioni scelte

La scheda “Autosincronizza (dispositivo)” con le opzioni scelte

Autosincronizzazione

Questa funzione consente di convertire automaticamente, durante la conversione, file che non sono compatibili con il nostro dispositivo [valida solo per MediaMonkey Gold, a pagamento]. Nel mio caso ho riscontrato problemi solo con i file Apple LossLess (ALAC), i vostri brani acquistati verranno letti automaticamente da Android. Tuttavia se state migrando da un libreria iTunes troverete sicuramente problemi con gli ALAC quindi vediamo come autoconvertire questi file LossLess in FLAC, altro formato LossLess leggibile da Android

Passiamo alla scheda:

Opzioni

e apriamo la sottoscheda:

Autoconversione

Deselezioniamo tutto ciò che è selezionato (a meno che vogliate lasciare le impostazioni predefinite, anche questa sezione si apre alla vostra discrezione. Potete convertire file pesanti diminuendo il bitrate, proprio come in iTunes oppure potete lasciare che MediaMonkey converta automaticamente l’audio incompatibile come nelle sue impostazioni predefinite tuttavia lo scopo di questa guida è far vedere come aggiungere una nuova regola di conversione, in questo caso per gli ALAC, quindi procediamo). Clicchiamo su:

<Aggiungi nuova regola di conversione…>

 E settiamo i parametri i figura:

Parametri di autoconversione

Parametri di autoconversione

Tutti i file. m4a con bitrate superiore ai 400 kbps verranno convertiti in FLAC durante la sincronizzazione.

Fine

A questo punto possiamo cliccare su “Autosincronizzazione” e avviare così la sincronizzazione secondo le regole settate. Ovviamente, come avrete potuto notare, il programma si apre a infinite personalizzazione sta a voi sceglie il suo comportamento

Note

  • Alcune informazioni sui brani verranno perse durante l’importazione a MediaMonkey e dovrete riaggiungerle manualmente. Questo problema è dovuto ad iTunes che alle volte preferisce scrivere le informazioni non direttamente sui file ma nel suo database, se aggiornate invece le informazioni con MediaMonkey le informazioni verranno scritte direttamente nei file stessi. Controllate le seguenti impostazioni:
  • Strumenti » Opzioni » Catalogo » Etichette e Playlist 

    Controlliamo di avere così settate queste impostazioni

    Controlliamo di avere così settate queste impostazioni

  • MediaMonkey inoltre può scaricare automaticamente i testi e le copertine per i testi mancanti, controllate di avere tutto settato in Strumenti » Opzioni » Catalogo » Ricerca metadati
  • Consiglio di non disinstallare iTunes e di continuare ad aggiungere le tracce lì, sia perché un giorno potremo ritornare ad Apple e sia perché la cartella di iTunes Media è mantenuta in ordine dal programma. MediaMonkey riconoscerà automaticamente le modifiche alla nostra libreria che si aggiornerà automaticamente con i nuovi file. Tuttavia ho notato che se cancellate un brano da iTunes, MM potrebbe non aggiornare la propria libreria, in tal caso non dovete far altro che ripetere il passaggio dell’importazione della libreria, MM vi suggerirà che ci sono tracce che non hanno un corrispettivo file e chiederà di eliminarle dalla libreria.

Riconoscere i file audio di qualità

A tutti sarà capitato almeno una volta di ascoltare un brano e accorgersi di quanto esso fosse di “bassa qualità” sonora, nonostante addirittura fosse piuttosto ‘pesante’! La dimensione di un file audio infatti non sempre è segno di qualità, ma perché? Prima di capirlo è necessaria una premessa dopodiché passeremo alla pratica per riconoscere se i file che abbiamo sono veramente di qualità senza fidarci più di tanto del nostro orecchio.

I file audio

Forse non tutti sanno che qualsiasi ‘file’ che abbiamo nel nostro pc in realtà non è altro che un elenco di byte ovvero bit che non sono altro che 0 e 1. Per avere un’idea pensate che un file di 10MB (appunto MegaByte), che può essere un brano, un’immagine piuttosto grande, 10 secondi di video ad alta definizione è formato da circa 80.000.000 di bit (1byte = 8bit e 1 bit = 0 oppure 1), ovvero 80 milioni di 0 e di 1, quasi la popolazione italiana. Tuttavia i file audio che dovrebbero contenere, in termini semplicistici, le ‘onde sonore’ non sempre sono ‘puri’, ovvero esistono degli algoritmi che consentono di ridurre drasticamente la dimensione del file audio, comprimendolo. Risulta comunque scontato che maggiore informazioni relative alle onde sonore abbiamo, maggiore sarà la definizione dell’audio ma anche più grande sarà il file che dovrà contenere queste informazioni. Alla luce di questo e a seconda della ‘compressione’ che utilizziamo abbiamo file e qualità diverse. Esistono algoritmi che consentono di preservare il maggior numero di informazioni e altri che invece ne perdono molte guadagnando però spazio. I primi solitamente generano file molto grandi e sono anche detti “Lossless” ovvero ‘meno perdite’, proprio perché preservano il massimo della qualità possibile, 4 minuti di un brano possono anche occupare dai 40MB ai 100MB a seconda dell’algoritmo che comprime file. I più conosciuti e usati sono

.wav / .waveWAVEform audio file format
.flacFree Lossless Audio Codec
.m4avariante Apple Lossless
.wmavariante Windows Media Audio LossLess

Gli altri invece sono quelli forse più comuni e che consentono di avere 4 minuti in circa 10MB se di alta qualità ed essi sono

.mp3MPEG-1/2 Audio Layer III
.m4avariante Advanced Audio Coding (AAC)
.wmavariante Windows Media Audio

Bitrate e qualità

Un altro fattore determinante per la qualità sonora di un file audio è il bitrate ovvero quanti bit (ricordate? 0 e 1) è in grado di contenere il file in un secondo? Ho scritto appositamente ‘contenere’ ora capirete il perché. Il bitrate può essere variabile (Variable BitRate) oppure fisso. Cominciamo dall’ultimo. Un file con bitrate fisso di 320kbps [1kbps sta per 1kilobit-per-second = 1.000 bit ogni secondo] è in grado di contenere 320.000bit ogni secondo di esecuzione del file audio. Questo significa che essendo un file solo un ‘contenitore’, se noi non disponiamo di 320.000 bit ogni secondo, il file per esempio di 4 minuti comunque avrà dimensione di:

$$4 minuti \cdot 60secondi = 240 secondi \cdot 320.000bit = 76.800.000bit\$$

che trasformati in byte

$$\frac{76.800.000bit}{8} = 9.600.000byte = 9,6mb\$$

circa 10mb. Questo però non ci dice nulla riguardo alla qualità sonora!

Il VBR, cioè il bitrate variabile invece, riguarda quei file che non hanno una capacità fissa al secondo ma essa varia nel tempo, quindi è da preferire perché uno dei vantaggi è che non ‘spreca’ lo spazio non utilizzato. Infatti se in 1 secondo di un mp3 a 320kbps il file in realtà possiede solo una quantità di informazioni pari a 200kbit i restanti 120kbit non sono utilizzati ma occupano comunque spazio su disco! Come possiamo sapere allora se il file che abbiamo è veramente di qualità? Passiamo alla pratica!

Riconoscere un file di qualità

Possiamo sapere se un file audio è veramente di qualità andando proprio a vedere cosa succede, su un grafico, in ogni secondo. Questo perché le frequenze che vengono riprodotte variano a seconda della qualità di un file. Mi spiego meglio. Gli esseri umani sono in grado di percepire nominalmente le frequenze audio che variano dai 20Hz ai 20.000Hz, vi siete mai chiesti perché un brano per esempio si ‘sente male’? Perché se vengono a mancare le frequenze più alte, quelle che vanno dagli 8.000Hz in su, il suono è meno ‘rifinito’. Quindi basterà avere il grafico delle frequenze del nostro brano (lo spettro delle frequenze) e sapremo la verità.

A questo proposito possiamo usare Adobe Audition che fra le tante cose ci è utile anche per questo oppure un’alternativa gratis che si chiama Spek (disponibile qui).

Quindi apriamo il nostro programma per analisi dello spettro e apriamo un brano che di cui vogliamo analizzare lo spettro.

Analisi dello spettro di un file mp3 a 320kbps con Spek

Analisi dello spettro di un file mp3 a 320kbps con Spek

La linea rossa che ho disegnato è la massima frequenza udibile dall’orecchio umano, 20.000Hz. Vedete che da circa 16.000Hz a 20.000Hz il file non riproduce nulla? Questo significa che nonostante la qualità sia il massimo per un mp3, come potete vedere nella foto, alcune frequenze subiscono un ‘taglio’, quelle più alte. Non troverete mai un file senza le frequenze basse, sono solo quelle alte a determinare la qualità! Ecco lo stesso file con Adobe Audition:

Analisi di un file mp3 a 320kbps con Adobe Audition

Analisi di un file mp3 a 320kbps con Adobe Audition

Passiamo ora a un formato Lossless, quelli di cui parlavo prima, nello specifico un Apple Lossless con estensione .m4a

Analisi dello spettro delle frequenze di un brano .m4a codificato in Apple Lossless

Analisi dello spettro delle frequenze di un brano .m4a codificato in Apple Lossless con Adobe Audition

lnnk

Analisi dello spettro delle frequenze di un brano .m4a codificato in Apple Lossless con Adobe Audition

La differenza è palese! Il brano lossless ha tutte le frequenze che possiamo ascoltare è normale, la qualità è massima ma questo file occupa ben 30mb!

Quale compressione scegliere?

Quindi ora è chiaro, dobbiamo cercare un algoritmo di compressione che ci permette di mantenere più frequenze ma con una dimensione ridotta, se ogni brano occupasse 30mb i nostri dispositivi sarebbero pieni immediatamente!

Avendo analizzato numerosi brani con estensione diversa e cercando un po’ in rete, sono giunto alla conclusione che il miglior algoritmo di codifica è senza dubbio la compressione AAC con bitrate variabile a estensione .m4a, il miglior algoritmo che consente di mantenere gran parte delle frequenze più alte in dimensioni molto ridotte. Guardiamo insieme gli spettri provando a convertire il brano precedente in Apple Lossless (di 4 minuti e 23 secondi) prima in mp3 a 320kbps a bitrate fisso, poi sempre mp3 a 320kbps in bitrate variabile (massima qualità) e infine in AAC con bitrate variabile (massima qualità), confrontando anche le dimensioni di file e il rapporto massima frequenza dopo il taglio/dimensione. Il programma utilizzato per la conversione è Total Audio MP3 Converter .

 MP3 bitrate fisso

spek(MP3-CBR).mp3

MP3 bitrate varibile (massima qualità)

spek(MP3-VBR).mp3

AAC bitrate variabile (massima qualità)

spek(M4A-VBR)

Riepilogo

Confrontiamo in una tabella i vari dati

CodecSample RateLunghezzaBitrateDimensioneFrq. maxFrq. max/dimensione
Apple Lossless44100 Hz4:23980kbps30,7MB22kHz0,73
MP3 bitrate fisso44100 Hz4:23320kbps10MB20kHz2,00
MP3 bitrate variabile44100 Hz4:23256kbps8,43MB19kHz2,25
AAC bitrate variabile44100 Hz4:23313kbps9,91MB22kHz2,21

Come possiamo vedere dalla tabella l’MP3 a bitrate variabile vince riguardo al rapporto frequenza massima dopo il taglio su dimensione, tuttavia la differenza è veramente infinitesimale con l’AAC che è in realtà il vero vincitore. Ma passiamo in rassegna tutti i file.

Il lossless ovviamente ha una dimensione spropositata e non è confrontabile, l’MP3 fisso ha una buona qualità, infatti rende fino a 20kHz ma occupa 10MB. L’MP3 variabile invece effettua un taglio dai 19kHz in su ma vince con 8,43MB: il taglio non dovrebbe essere forse neanche percepibile ma comunque è sotto i 20kHz. L’AAC occupa qualcosa di più rispetto all’MP3 variabile ma consente di preservare tutte le frequenze come il lossless fino a 22kHZ! Ecco dimostrato perché lo preferisco. Comunque possiamo stilare una classifica ordinando in base al rapporto frequenza/dimensione :

  1. MP3 – VBR (Massima qualità)
  2. AAC – VBR (Massima qualità)
  3. MP3 – CBR

Quindi il mio consiglio è di rippare i cd in lossless poi effettuare una conversione in AAC a bitrate variabile scegliendo la massima qualità!

Il sample rate (frequenza di campionamento)

Finora non abbiamo parlato di sample rate, ovvero della frequenza di campionamento, perché sostanzialmente essa è fissa di 44100Hz per i rip da CD. Comunque quando registriamo per esempio la nostra voce per un memo, se la registrazione è fatta a 44100Hz significa che ogni secondo l’audio in entrata viene trasformato in bit a 44100 ‘fotogrammi’ al secondo, come se ogni secondo fosse diviso in 44100 parti e ogni pezzettino di audio di ogni parte viene convertito in bit. Le varie frequenze comuni sono 44100Hz (qualità CD), 48000Hz (qualità più alta), 96000Hz, qui trovate una tabella con tutte le varie frequenze esistenti. Maggiore ovviamente è il sample rate, maggiore sarà la qualità sonora.

Canzone spot Jeep Renegade | I’m renegade – Victor Chissano [set 2014]

Davvero molto interessante il brano che fa da sfondo allo spot pubblicitario della nuova Jeep Renegade, primo esemplare costruito interamente in Italia. Si tratta del pezzo I’m a Renegade di Victor Chissano: propongo di seguito il video dello spot completo (720p disponibile), il relativo testo della canzone e le varie versioni disponibili su Spotify e iTunes.

Buon ascolto!

 

Spotify streaming

iTunes

 

 

Il testo di seguito (della versione dello spot):

Here we are
another story, another journey
today tomorrow on the flashlights tourney
A sand dune made of gold
passion assault
time to forgive and never forget
together, whatever in a golden jetset
Landing on the shores of a lake
and what i give is what i take.

Over the green my thoughts run so free
straight as an arrow and strong as a tree
i’ve got roots growing down the water
Hard steps are not alibi and it doesn’t matter
Across a river and through an island
sky is the limit but skyline is my horizon
i’m true, you are true, we are true
It’s the rebel rendez-vous

My music is the wind
and my light is a fire
A neverending path is what i desire
As a King in a Castle my wheel is my muscle
Better run faster
power in a tunnel
I’m the lion and the master in my concrete jungle
You may say i’m a gambler
but you are wrong I’m the gamechanger

Not a magician neither a wizard
thousand of skins more than a lizard
I don’t need a flag to be revolutionary
transforming the ordinary into something extraordinary
Made for sharing without no compromise
I’m connected to my freedom
from sunset to sunrise
I draw my own lines with no regrets and no lies
creativity never sleeps
so neither do I

Now concentrate time to elevate
don’t hesitate, Me, myself and I
it’s in my blood, I’m a Renegade

 

AGGIORNAMENTI
14/12/2014 – Aggiunti Player incorporati di Spotify e iTunes

Aggiungere automaticamente il testo ai propri brani in iTunes (Win)

Hai una libreria di circa una settimana di musica e per avere un iPod all’avanguardia vuoi che ogni brano, italiano o straniero che sia, abbia il testo? Utilizzi iTunes in Windows?
Se la risposta alle due domande è in entrambe “Sì”, allora ho trovato il programma giusto. Sto parlando di “iTunesLyricsGrabber“, un programma, disponibile solo per Windows, che in pochi click ti permette di aggiungere automaticamente e velocemente, il testo a tutti i tuoi brani della libreria di iTunes.
Basterà infatti aprire iTunes, selezionare i brani ai quali si vuole aggiungere il testo, aprire il programma e cliccare su “Grab Lyrics!”. Il programma provvederà autonomamente a cercare il testo di ogni brano selezionato e ad aggiungerlo su iTunes.
Il software è completamente gratuito, ed è disponibile al download nella pagina di download.

Per l’installazione basterà cliccare su “Installa”, il software è garantito e privo di virus perché è un programma ClickOnce, certificato da Microsoft e che non può avere effetti dannosi per il sistema.

[Cubase 5] Lezione 3. La Tonalità

Cubase mette a disposizione un utile sistema di gestione della tonalità che ci consente di cambiarla facilmente senza ricorrere di nuovo a una registrazione delle tracce audio (eccetto la voce, che consiglio di registrare da capo in caso di cambio di tonalità) o la modifica di tutte le tracce midi, una per una. Per sfruttare questo sistema innanzitutto bisogna selezionare la tonalità fondamentale del brano dalla barra in alto, come in figura: Cubase-tonalita

Ora possiamo creare le nostre tracce nella tonalità che desideriamo e una volta finito possiamo visualizzare il menù in figura cliccando sulla traccia: cubase-tonalita2

Clicchiamo su “Tonalità Fondamentale” e selezioniamo la tonalità della registrazione, poi accanto su “Trasposizione Globale” lasciamo “Segui” se vogliamo che il pezzo selezionato segui la tonalità fondamentale del brano, altrimenti selezioniamo “Indipendente“, nel caso per esempio di tracce di percussioni, che se il brano ha un passaggio di tonalità, esse non devono risentirne. Il passaggio di tonalità Avendo settato i parametri precedenti in tutte le tracce possiamo facilmente gestire il passaggio di tonalità in un brano. Se infatti il brano passa da C a C# cubase trasporrà automaticamente tutti i pezzi Midi o audio che siano che abbiano impostato il valore precedente di “Trasposizione Globale” su “Segui”, ma come impostiamo il passaggio di tonalità? Inserendo una traccia Trasposizione. Quindi facciamo click con il tasto destro e inseriamo la traccia:
Cubase-tonalita3

Con lo strumento “Disegna” possiamo scrivere su questa traccia e aggiungere così passaggi di tonalità.cubase-disegna

Vedi anche:

  1. [Cubase 5] Lezione 1. Impostare la propria scheda audio;
  2. [Cubase 5] Lezione 2. Lavorare con gli strumenti virtuali (VST);
  3. [Cubase 5] Lezione 3. La Tonalità;

Dawn (Pride and Prejudice) – D. Marianelli – Spartito Pianoforte

Ecco lo spartito del brano “Dawn” che rappresenta la colonna sonora portante del film Pride & Prejudice (italianizzato “Orgoglio e Pregiudizio“). Il pezzo, dalle note dolci e soavi, culla perfettamente la trama e nel contesto del film s’inserisce perfettamente film risultando in perfetta sintonia con la vicenda.
La difficoltà del brano non è eccessiva ma richiede comunque una certa preparazione di base piuttosto completa. Buon divertimento!
Di seguito il video e il link al download.

Download:
[download id=”78″]

Scaricare musica gratis direttamente da browser! [2] (Downloads.nl/Mp3Skull)

Già nell’articolo precedente, avevo accennato al fatto che il sito segnalato non era l’unico nel suo genere. Ebbene, oggi ne ho altri due da segnalarvi! Ma vi ricordo sempre che:

I siti in questione potrebbero contenere materiale protetto da copyright. Tuttodinternet declina qualsiasi responsabilità dall’utilizzo di questa guida che ha il SOLO ed UNICO scopo di informazione e didattica.

1. Downloads.nl – http://www.downloads.nl/local/en/mp3.html
Il primo sito che vi segnalo è olandese: Downloads.nl . Interfaccia molto semplice: basta inserire il titolo del brano e cliccare su “Search MP3!”. Cliccando sul nome del brano vi uscirà direttamente la preview, per scaricarlo click destro su “Download“, poi “Salva oggetto/file/link con nome..
[spoiler]

[/spoiler]

2. Mp3Skull.com – http://mp3skull.com/

Il secondo sito che vi segnalo è Mp3Skull.com . Nulla da dire, una volta cliccato “Search” vi compariranno una serie di risultati dei quali potrete:
– Sentire subito il brano senza scaricarlo per valutarne la qualità (cliccando su “Preview“);
– Effettuare subito il download (cliccando ovviamente su “Download“)

[spoiler]

[/spoiler]<

[Cubase 5] Lezione 2. Lavorare con gli strumenti virtuali (VST)

Ora che abbiamo impostato la nostra scheda audio (come visto nella lezione precedente), cominciamo a sfruttare le vere potenzialità del software: gli strumenti virtuali. Disponendo infatti di una tastiera USB, o comunque di una scheda audio con entrate MIDI (e dunque, di uno strumento con uscita MIDI), è possibile utilizzare Cubase 5 per registrare con tali strumenti. Ovviamente, più lo strumento virtuale è realistico, più i campioni audio avranno un’alta definizione, più il carico sulla scheda audio sarà maggiore.

Innanzitutto dobbiamo impostare il nostro strumento MIDI.

– Se hai una tastiera USB

[spoiler]Affinché tu possa utilizzare correttamente lo strumento USB, è necessario che esso sia installato. Quindi è indispensabile installarne i drivers (solitamente presenti in un cd nella confezione dello strumento).1. Prima di aprire cubase (installare e/o) collegare lo strumento al pc, attendendo che esso sia riconosciuto

2. Apriamo cubase e un nuovo progetto. Solitamente lo strumento si integra immediatamente con cubase ma per essere sicuri possiamo aprire il seguente menù:  Periferiche -> Impostazioni Periferiche – > Configurazione Porte MIDI.

Controlliamo che lo strumento sia presente. Nel mio caso, una Yamaha DGX-230, possiamo leggere in foto “Yamaha Portable G”. L’importante è che sia presente lo strumento, lo stato Attivo/Inattivo per adesso non interessa, ma se comunque troviamo scritto Attivo lo strumento è pronto all’uso (se la dicitura è presente negli ingressi, cubase può già “ricevere note” dallo strumento).[/spoiler]

– Se hai una tastiera con uscita MIDI, e scheda audio con entrata MIDI

Valgono le stesse istruzioni della tastiera usb.

 

1. Settato lo strumento, dalla schermata principale del progetto: puls. Destro -> Agg. Traccia Instrument -> Scegliamo lo strumento (nel mio caso HalionOne) -> OK

 

2. Ora controlliamo gli input della traccia come in foto. Poi apriamo le impostazioni dello strumento come in figura. (Il pannello Mixer è accessibile da: Periferiche -> Mixer)

Istruzioni per HalionOne

[spoiler]Utilizzando HalionOne, è necessario scegliere lo strumento, vedi figura.

[/spoiler]

3. Settato il tutto è possibile iniziare la registrazione, vedi figura.

Come accennato in precedenza, se lo strumento virtuale richiede troppe risorse, più di quante ne può fornire la scheda audio, si potrebbe incorrere a lievi click/scricchiolii del suono durante la riproduzione. Quindi è necessario disporre di schede audio potenti per poter lavorare con più strumenti. Comunque sia, se non volete cambiare hardware consiglio di provare in extremis i driver ASIO4ALL (regolando il numero dei campioni, a danno però della latenza [vedi lezione precedente])

Vedi anche:

  1. [Cubase 5] Lezione 1. Impostare la propria scheda audio;
  2. [Cubase 5] Lezione 2. Lavorare con gli strumenti virtuali (VST);
  3. [Cubase 5] Lezione 3. La Tonalità;

[Cubase 5] Lezione 1. Impostare la propria scheda audio

Dopo aver visto il programma in generale, e soprattutto dove scaricarlo, vediamo ora come impostare la propria scheda audio, sfruttando i driver ASIO (ovvero a bassa latenza) forniti dalla stessa o da Cubase, o ancora da ASIO4ALL, come linea d’entrata e d’ingresso.

 

1.Dopo aver collegato la scheda audio/mixer digitale, apriamo Cubase 5 e clicchiamo su Periferiche, nel menù in alto, poi “Impostazioni Periferiche…”

2. A questo punto clicchiamo su “VST Audio System”, poi nel menù a tendina scegliamo il driver che vogliamo utilizzare

A questo punto ci si trova davanti a varie opzioni:

· a. Se nella lista compare il modello della vostra scheda audio significa che essa ha dei propri driver ASIO, quindi selezionandoli andate sul sicuro.
· b. Nel caso in cui non vi soddisfacessero per la alta latenza oppure proprio non compaiono vi consiglio di installare ASIO4ALL, un software che emula driver a bassa latenza per la vostra scheda audio anche se essa non ne dispone di propri. In questo caso selezionate “ASIO4ALL” nel menù a tendina
· c. Se volete potete provare anche gli altri driver offerti da cubase

( Accedendo al collegamento sito sotto VST Audio System, che prende nome a seconda dei driver selezionati, potete accedere al pannello di controllo dei driver.) [spoiler] Esempio del Pannello di controllo di ASIO4ALL, basta accendere il pulsante per attivare la propria scheda

[/spoiler]

3. Adesso ritorniamo al menù periferiche e clicchiamo su “Connessioni VST”

Cliccando sulla scheda “ingressi“, e sulle celle colorate si potrà scegliere la scheda audio precedentemente impostata; stessa cosa per “uscite

A questo punto avete impostato con successo la vostra scheda audio come dispositivo principale di input ed output.

Vedi anche:

  1. [Cubase 5] Lezione 1. Impostare la propria scheda audio;
  2. [Cubase 5] Lezione 2. Lavorare con gli strumenti virtuali (VST);
  3. [Cubase 5] Lezione 3. La Tonalità;

Cubase 5.1 [Advanced Edition] AiR

Cubase è una delle migliori suite per registrazioni e mastering professionali. L’interfaccia è graficamente semplice e piuttosto intuitiva, ma ciò non implica una scarsità di funzioni e settaggi.
Il programma ha grandi potenzialità e fini: può essere utilizzato per il semplice home recording, importando semplicemente una o più tracce audio e lavorare così aggiungendo effetti o altri strumenti, o è possibile sfruttarlo in ambiti più professionali. Ciò è reso possibile dall’ampia versatilità del software che non si prefige grandi caratteristiche a livello hardware, basti dare un’occhiata ai requisiti minimi:

Macintosh
Mac OSX 10.5.5
PowerPC G5 (Intel Core Duo CPU consigliato)
1024 MB RAM
Risoluzione 1280×800 consigliata
CoreAudio compatibile
DVD-ROM drive dual-layer
4GB di spazio libero su disco
Porta USB component per la Seinberg Key (copy protection)
Connessione Internet richiesta per l’attivazione della licenza

Windows
Windows XP (SP2) o Windows Vista*
CPU 2 GHz (Dual Core CPU consigliata)
1024 MB RAM
Risoluzione 1280×800 consigliata
Audio hardware compatibile con Windows DirectX; (hardware compatibile ASIO raccomandato per migliori prestazioni a bassa latenza)
DVD-ROM drive dual-layer
Porta USB component per la Seinberg Key (copy protection)
Connessione Internet richiesta per l’attivazione della licenza
(* La versione Cubase Studio 5 64-bit inclusa supporta Windows Vista 64)

A mio avviso , comunque, per sfruttare al meglio tutte le potenzialità del programma, quali Mixer, Plugin VST e quindi gli innumerevoli strumenti Virtuali (offerti dal plugin incluso HalionOne),

HalionOne

Schermata di configurazione del plugin HalionOne, incluso nel pacchetto Cubase 5.1

e gli effetti audio (Riverberi, Delay, Compressori, ecc.) è importante disporre, non di un computer potente, ma di una buona scheda audio, che abbia un’egregia compatibilità con driver ASIO.

Detto ciò non mi resta che augurarvi un buon lavoro con cubase, riportando (in ottemperanza al disclaimer del blog[1.3/4/5/7]) anche un link al torrent per provare il programma. [Ma se usi molto il software DEVI comprarlo]

Provalo | Steinberg Cubase 5.1 Advanced

sessione cubase

Esempio di una sessione di cubase su Windows 7