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Linux Raspberry Tecnologie

Creare una torrentbox con Raspberry Pi

In questo articolo vedremo come configurare da zero una Raspberry Pi che funzioni da torrentbox, ovvero installeremo un client torrent che ci consente di scaricare contenuti via torrent su Hard Disk esterno. Prima di entrare nel vivo della guida è bene seguire queste operazioni preliminari per rendere l’ambiente di Raspbian più confortevole all’uso che dobbiamo farne.

In questa guida è stato utilizzato un hard disk da 320Gb autoalimentato, formattato in NTFS da windows, unito a una Raspberry Pi 2 con Raspbian appena installato. Nell’hard disk, denominato “HD320G” è presente una cartella “Transmission” in cui vengono archiviati i download completati e in essa una cartella “_part” in cui vengono archiviati download incompleti. 

Operazioni Preliminari

  • Effettuiamo il login. Utilizzando “pi” come username e “raspberry” come password;
  • Avviamo l’interfaccia grafica. Digitando startx dopo aver fatto il login;
  • Configuriamo alcune opzioni utili. Digitiamo raspi-config nel terminale e settiamo l’avvio automatico del desktop (Enable boot to Desktop/Scratch -> Desktop login as user ‘pi’ at the graphical interface), nel settaggio Overclock scegliamo Pi2 oppure Turbo (per rendere più agevole l’utilizzo del client torrent), nelle Advanced Options attiviamo l’SSH (opzione molto utile in seguito che ci consentirà di comunicare con la raspberry via terminale ma da un altro pc);

    Lo script raspi-config ci consente di settare facilmente tutti i parametri della Raspberry Pi
    Lo script raspi-config ci consente di settare facilmente tutti i parametri della Raspberry Pi
  • Alimentazione dell’hard disk esterno. Raspberry e hard disk esterni autoalimentati non vanno molto d’accordo, l’energia erogata non è sufficiente ad alimentarli. Per ovviare a questo problema oltre all’opportunità di scegliere un hard disk con alimentazione a parte, oppure di prendere un hub usb alimentato (scelte che consiglio vivamente) è possibile procedere via software e settare il nostro mini-computer per erogare più energia nelle porte usb. Procediamo in questo modo dal desktop della Raspberry. Apriamo il terminale e andiamo a modificare il file /boot/config.txt in questo modo:
    sudo leafpad /boot/config.txt

    Ci si aprirà un editor di testo, modifichiamo il file aggiungendo in fondo la stringa di seguito e salviamo.

    max_usb_current=1

    Se prima di questo settaggio il nostro hard disk non si accendeva vedrete ora che funzionerà correttamente ma non sarete ancora in grado di scriverci dentro, seguite il prossimo punto.

  • Installare le utility per ntfs. Linux, Raspbian per la precisione, non ha un supporto nativo all’NTFS per questo dovremo installare un pacchetto che ci consentirà di avere accesso completo alla nostro hdd. Sempre da terminale:
    sudo apt-get update
    sudo apt-get install ntfs-3g
  • Montiamo l’hard disk. La funzione di automount (non appena si collega l’hard disk) che possiede raspbian dà problemi perché non consente la scrittura da parte di altri programmi, in particolar modo al client torrent che installeremo. Nel mio caso, ho l’hard disk HD320G “automontato” in media/HD320G, con il comando lsblk verifichiamo quale sia il suo indirizzo nel formato /dev/sd..
    [email protected] ~ $ lsblk
    NAME MAJ:MIN RM SIZE RO TYPE MOUNTPOINT
    sda 8:0 0 298.1G 0 disk
    └─sda1 8:1 0 298.1G 0 part /media/HD320G
    mmcblk0 179:0 0 7.4G 0 disk
    ├─mmcblk0p1 179:1 0 814.3M 0 part
    ├─mmcblk0p2 179:2 0 1K 0 part
    ├─mmcblk0p3 179:3 0 32M 0 part /media/SETTINGS
    ├─mmcblk0p5 179:5 0 60M 0 part /boot
    └─mmcblk0p6 179:6 0 6.5G 0 part /

    Nel mio caso (e sicuramente anche nel vostro se non avete altri supporti di memorizzazione collegati) si tratta di /dev/sda1 quindi tutto ciò che dobbiamo fare è smontarlo e rimontarlo con ntfs-3g creando una cartella hdd_ext (oppure il nome che desiderate) in media con mkdir, in questo modo:

    sudo umount /dev/sda1
    sudo mkdir /media/hdd_ext
    sudo mount -t ntfs-3g /dev/sda1 /media/hdd_ext/
    

    Ora è tutto pronto per scrivere correttamente nel nostro HDD esterno.

    Ovviamente ad ogni accensione della raspberry dobbiamo rieseguire questi comandi, per far ciò automaticamente possiamo innanzitutto creare uno script bash in /home/pi magari denominato startup.sh che sarà composto in questo modo, per esempio:

    #!/bin/bash
    # Ferma il demone di Transmission
    service transmission-daemon stop
    
    # Smonta l'hard disk automontato
    umount /dev/sda1
    # Crea la cartella di mount
    mkdir /media/hdd_ext
    # Monta l'hard disk nella cartella di mount appena creata
    mount -t ntfs-3g /dev/sda1 /media/hdd_ext
    
    # Riavvia il demone di Transmission
    service transmission-daemon start
    # Restituisci esito positivo
    exit 0
    
    

    e renderlo automaticamente avviantesi citandolo nel file /etc/init.d/rc.local, scrivendo nell’ultima riga del suddetto file:

    ./home/pi/startup.sh
    

    Da notare nello script startup.sh che la riga 15 è strettamente necessaria (vedi articolo dedicato) mentre le righe 3 e 13 ci saranno più chiare proseguendo nella guida.

Installiamo e configuriamo Transmission

Ora che abbiamo reso il nostro Raspbian un ambiante confortevole bisogna installare il nostro client torrent: Transmission. Intalleremo una versione “demone” senza interfaccia grafica (almeno da desktop) perché il nostro obiettivo è lasciare accesa la Raspberry senza un monitor, né mouse e né tastiera ma con solo l’hdd collegato. Tuttavia il pregio di questo programma è che esso possiede una comoda interfaccia web per cui potremo sapere come vanno i nostri download solamente digitando l’indirizzo IP della nostra macchina, ovunque noi fossimo.

Installazione

sudo apt-get update
sudo apt-get install transmission-daemon

Configurazione

Per procedere alla configurazione fermiamo il demone (operazione strettamente necessaria altrimenti le modifiche non avranno effetto) ed apriamo il file di configurazione sito in /etc/transmission-daemon/

sudo service transmission-daemon stop
sudo leafpad /etc/transmission-daemon/settings.json

Ecco come si presenterà il file di configurazione settings.json, con evidenziate le righe che ci interessano

"alt-speed-down": 50,
"alt-speed-enabled": false,
"alt-speed-time-begin": 540,
"alt-speed-time-day": 127,
"alt-speed-time-enabled": false,
"alt-speed-time-end": 1020,
"alt-speed-up": 50,
"bind-address-ipv4": "0.0.0.0",
"bind-address-ipv6": "::",
"blocklist-enabled": false,
"blocklist-url": "http://www.example.com/blocklist",
"cache-size-mb": 4,
"dht-enabled": true,
"download-dir": "/media/hdd_ext/Transmission",
"download-limit": 100,
"download-limit-enabled": 0,
"download-queue-enabled": true,
"download-queue-size": 5,
"encryption": 1,
"idle-seeding-limit": 30,
"idle-seeding-limit-enabled": false,
"incomplete-dir": "/media/hdd_ext/Transmission/_part",
"incomplete-dir-enabled": true,
"lpd-enabled": false,
"max-peers-global": 200,
"message-level": 2,
"peer-congestion-algorithm": "",
"peer-limit-global": 240,
"peer-limit-per-torrent": 60,
"peer-port": 51413,
"peer-port-random-high": 65535,
"peer-port-random-low": 49152,
"peer-port-random-on-start": false,
"peer-socket-tos": "default",
"pex-enabled": true,
"port-forwarding-enabled": false,
"preallocation": 1,
"prefetch-enabled": 1,
"queue-stalled-enabled": true,
"queue-stalled-minutes": 30,
"ratio-limit": 2,
"ratio-limit-enabled": false,
"rename-partial-files": true,
"rpc-authentication-required": false,
"rpc-bind-address": "0.0.0.0",
"rpc-enabled": true,
"rpc-password": "{1a18533b93bd36ff0076eaa38a4f4b72ea40066fTjow.cRu",
"rpc-port": 9091,
"rpc-url": "/transmission/",
"rpc-username": "transmission",
"rpc-whitelist": "127.0.0.1",
"rpc-whitelist-enabled": false,
"scrape-paused-torrents-enabled": true,
"script-torrent-done-enabled": false,
"script-torrent-done-filename": "",
"seed-queue-enabled": false,
"seed-queue-size": 10,
"speed-limit-down": 100,
"speed-limit-down-enabled": false,
"speed-limit-up": 100,
"speed-limit-up-enabled": false,
"start-added-torrents": true,
"trash-original-torrent-files": false,
"umask": 18,
"upload-limit": 100,
"upload-limit-enabled": 0,
"upload-slots-per-torrent": 14,
"utp-enabled": true
}

Alle righe 15 e 23 bisogna scrivere gli indirizzi delle nostre cartelle, alla riga 24 attiviamo la cartella ci cache, alla riga 47 attiviamo l’interfaccia web e alla riga 45 la settiamo che possiamo accedervi senza una password. E’ importante settare la riga 53 su “false“. Altrimenti non saremo in grado di accedere all’interfaccia web.

Operazioni Finali

A questo punto settiamo il nostro nome utente (nel mio caso “pi”) come proprietario dei file di settaggio (Ond’evitare problemi di permessi):

sudo chown pi -R /var/lib/transmission-daemon/info/
sudo chown pi /etc/transmission-daemon/settings.json

E riavviamo transmission

sudo service transmission-daemon start

A questo punto possiamo accedere all’interfaccia web di Transmission da qualsiasi pc della nostra rete locale digitando l’ip della raspberry e la porta: es 192.168.0.7:9091. Ecco come si presenta l’interfaccia:

L'interfaccia web-based di transmission-daemon sulla Raspberry Pi
L’interfaccia web-based di transmission-daemon sulla Raspberry Pi

Da qui possiamo aggiungere, rimuovere (attraverso l’icona blu in alto a sinistra) o controllare torrent e magnet-link.

IP Blocking

Come ultimissima precauzione finale aggiungiamo una grande lista di IP che verranno bloccati soprattutto per i filtri AntiP2P imposti dai gestori. Quindi nell’interfaccia web di Transmission clicchiamo sulla chiave inglese poi Peers poi Enable Blocklist e aggiungiamo questo link

http://john.bitsurge.net/public/biglist.p2p.gz

Poi Update come nella figura sottostante

La pagina Peers di Transmission - Web
La pagina Peers di Transmission – Web

Commentate con i vostri dubbi, i vostri pensieri e le vostre correzioni!

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Internet Software Utility

Rimuovere la pubblicità da Bittorrent o similari

Quante volte utilizzando programmi per il download dei .torrent, noti anche come “client“, abbiamo maledetto le fastidiosissime pubblicità che li adornano? Ora vedremo come si può facilmente liberarsene per avere un programma più veloce e reattivo!
La guida si basa su Bittorrent ma in realtà il procedimento è analogo anche per uTorrent o programmi simili perché si basano su un motore software quasi identico. Vediamo come fare:

  1. Dal menù in alto selezioniamo “Opzioni” (“Options”) e poi “Impostazioni” (“Settings”) o più velocemente premiamo simultaneamente CTRL+P
  2. Clicchiamo, nel menù di sinistra, sull’ultima scheda “Avanzate” (“Advanced”)
  3. Ora utilizzando la funzione “Filtro” in alto a destra cerchiamo le seguenti stringhe e settiamole come in tabella, cliccando due volte sul valore true/false:
    offers.featured_content_notification_enabledfalse
    offers.featured_content_rss_randomizefalse
    offers.left_rail_offer_enabledfalse
    offers.sponsored_torrent_offer_enabledfalse
    offers.content_offer_autoexecfalse
  4. Clicchiamo su “OK” e chiudiamo e riapriamo il nostro programma, all’avvio non vedremo più quelle fastidiosissime pubblicità.
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Computer Tecnologie

Come formattare il PC e reinstallare il sistema operativo

Capita purtroppo spesso che il nostro pc sia vittima di qualche virus o che si blocchi continuamente perché ormai stracarico di programmi o documenti vari, oppure che il sistema che abbiamo è ormai obsoleto e che semplicemente vogliamo fare un upgrade oppure passare a linux da windows o viceversa. Ma come si può formattare il sistema senza ricorrere al tecnico? Il procedimento è molto più semplice di quanto possiate immaginare.

Ciò di cui abbiamo bisogno è:

  • Il CD/DVD di windows (o in chiave usb, vedi qui come crearla);
  • I driver del nostro sistema aggiornati (reperibili in rete)[ma non strettamente necessari perché gli ultimi sistemi operativi dispongono già di una funzione che permette di procurarsene automaticamente];
  • Un backup dei nostri dati personali, che consiglio di effettuare online magari ottenendo subito 20GB con questa guida.

PASSO 1
Avendo a disposizione tutti i prerequisiti siamo pronti per procedere. La prima cosa da fare è inserire il supporto con il sistema operativo nel pc e accenderlo. Il nostro intento è far avviare il cd con l’intallazione del sistema operativo prima del sistema preesistente quindi dobbiamo scegliere la fonte primaria da cui il nostro pc dovrà avviarsi. Quindi premiamo subito all’avvio il pulsante ESC (oppure F9)in alto a sinistra della tastiera (il tasto varia a seconda del modello del nostro pc) e dovrebbe apparirci una finestra in cui possiamo scegliere le varie fonti disponibili. Selezioniamo quindi la nostra.

IMG_3200

Nota bene
Gli ultimi sistemi con windows 8 si avvalgono di una codifica delle partizioni diversa dalle versioni precedenti: il GPT piuttosto che l’MBR. La prima permette l’utilizzo di hard disk superiori a 2TB, la seconda fino ai 2Tb. Quindi se vuoi installare windows in GPT oppure il tuo pc non vede il disco/usb di windows apri lo spoiler sottostante, altrimenti puoi continuare.

[spoiler]Allora, se vuoi installare windows 8 in GPT con l’UEFI e il computer non riconosce e non vede il DVD/USB da cui vuoi installare il sistema, significa che il il supporto da cui stai installando il sistema non supporta il GPT. Se invece nel tuo sistema è attivato il boot da EFI (Windows 8) dobbiamo recarci nel bios, solitamente premendo all’avvio il tasto F2, e cercare l’opzione chiamata “Legacy support” e scegliendo “Enabled” per attivarla (ma prima dobbiamo anche disabilitare il “Secure Boot”). In questo modo installeremo il sistema in MBR.
[/spoiler]

PASSO 2
A questo punto siamo riusciti ad avviare l’installazione del nostro sistema operativo. Ora non ci resta che scegliere le opzioni a video. Nel momento in cui l’installazione ci chiederà dove installare il sistema sceglieremo la partizione precedente, quella in cui c’era il sistema precedente avendo cura di formattarla utilizzando l’interfaccia grafica dell’installazione, rimuovendo altre subpartizioni del sistema precedente e creandone, se ne avete bisogno, una per i vostri dati personali. In seguito fornirò alcune immagini per l’interfaccia di varie installazioni.

PASSO 3
Ora che abbiamo completato l’installazione il sistema si riavvierà facendoci scegliere le opzioni di base, da qui in poi l’interfaccia sarà molto semplice da comprendere. Gli aggiornamenti di windows installeranno automaticamente i driver necessari ma se così non fosse dovremmo cercarli autonomamente nel web con alla mano il modello del nostro pc se acquistato preassemblato, o quantomeno i componenti che lo compongono.

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Internet Tecnologie Trucchi & Suggerimenti

ID Alto con eMule e router Netgear

In questa guida voglio illustrarvi un modo con cui velocizzare di gran lunga i vostri download su eMule ottenendo il famigerato ID Alto. Innanzitutto come controlliamo il cosiddetto “ID”?  Basta aprire eMule » Server, nella barra in alto » e in basso a destra troveremo i dettagli della nostra connessione, come nella foto.

eMule - ID Alto

 

Voi avrete scritto ovviamente “ID Basso” e questo comporta una velocità minore con cui scalerete le code per i download, con la limitatezza di velocità molto rilevante.
Ora vedremo come configurare il nostro router NETGEAR (nel mio caso un DGN2200M) e attuare il cosiddetto “port-forwarding” (Inoltro delle porte) per eMule, con tutto ciò che questo comporta. Come sempre, Tuttodinternet non si assume nessuna responsabilità per un uso scorretto di questa guida (come da Disclaimer).

Le impostazioni del router e l’IP univoco
L’inoltro delle porte è, nel caso del router in questione, strettamente legato all’IP del nostro computer ovvero a un numero univoco che identifica il nostro pc nella rete locale (del tipo 192.168.0.xx). Quindi la prima cosa che faremo sarà associare il nostro pc sempre allo stesso numero IP perché ogni router è configurato per assegnare a ogni dispositivo che si collega un numero casuale.

  1. Quindi andiamo nelle impostazione del router all’indirizzo http://192.168.0.1
  2. Sul menù in blu sulla sinistra selezioniamo “Prenotazione Indirizzi
  3. Clicchiamo su “Aggiungi” sotto la tabella
  4. Troveremo una tabella come in figura dove dovremo mettere il check sul nostro pcprenotazione_indirizzi
  5. Possiamo ritrovare il nostro computer dal suo nome, se lo sappiamo, o dal suo indirizzo ip attuale. Se ti trovi in difficoltà e non sai riconoscerlo su Windows premi il tasto di windows + R » scrivi cmd » invio » scrivi ipconfig » invio » cerca Indirizzo IPv4
  6. Una volta selezionato clicchiamo su “Aggiungi” e teniamo a mente il nostro ip che per ora sarà 192.168.0.5

Inoltro delle porte
Ora possiamo passare ad aprire le porte.

  1. Sempre dalla pagina di configurazione http://192.168.0.1 ora scegliamo nel menu di sinistra “Inoltro/Attivazione delle porte
  2. Poi clicchiamo sul check “Inoltro delle porte” poi “Aggiungi servizio personalizzato
  3. Riempiamo il form. Nome: eMule; Tipo servizio: TCP/UDP; Porta Iniziale: quella che volete ma che non sia già utilizzata e.s. 50493; Porta Finale: 50494; Indirizzo IP: quello che abbiamo settato prima, quindi 192.168.0.5inoltro_porte
  4. Clicchiamo su “Applica

Settiamo eMule
Ora dobbiamo notificare ad eMule le modifiche che abbiamo scelto, quindi:

  1. Apriamo eMule poi “Opzioni” sulla barra in alto
  2. Selezioniamo “Connessione” nel menu a sinistra e inseriamo le nostre due porte a TCP (50493) e UDP (50494)
  3. Poi “Applica” e “OK

Ora il nostro eMule è configurato e se proviamo a connetterci a un server avremo senza dubbio un ID Alto

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Internet Trucchi & Suggerimenti

Come attivare la monetizzazione su Youtube [2013]

YouTube mette a disposizione un servizio di ‘monetizzazione’ che consente di ricavare guadagni dalle visualizzazioni dei nostri video. Una volta attivato il servizio vedremo comparire o un banner pubblicitario sul video, in basso (la cui apparizione è facilmente tracciabile se si fa caso alla linea gialla sulla barra di avanzamento del video. Vedi figura.) AvanzamentoYoutubeoppure un spot pubblicitario di pochi secondi prima dell’effettivo avvio del video. Prima di vedere come attivare questo servizio, che ovviamente è gratuito, volevo elencare alcune premesse:

– Attivato il servizio si diviene automaticamente ‘Partner di YouTube’ il che implica ulteriori benefici, come per esempio la personalizzazione delle miniature per i nostri video;
– Prima di procedere all’attivazione ci verrann presentate diverse liberatorie da accettare, esse fondamentalmente si basano sul fatto che assolutamente non bisogna alterare il sistema, generando visualizzazioni dalla propria utenza, per esempio, e soprattutto non si può attivare la monetizzazione per i video in cui si utilizza materiale coperto da copyright, pena l’esclusione a tempo indeterminato dal servizio.
– Per riscuotere il denaro bisognerà inoltre attivare un account su Google AdSense.

Iniziamo!
1. Accedere a YouTube, cliccare in alto a destra sulla propria immagine del profilo e fare click su “Impostazioni“, nella pagina a cui si accederà cliccare su “Vedi altre funzioni” oppure cliccate qui https://www.youtube.com/account_features
2. Sul menu sulla destra cliccate su “Avanzate” poi cambiamo il paese su “Regno Unito
3. Ritorniamo alla pagina precedente cliccando su “Funzioni” nel menù di destra e clicchiamo “Attiva” accanto funzione “Monetizzazione
4. Da qui seguiamo le istruzioni di Google.

Seconda Fase
1. Per riscuotere il ricavato bisognerà associare l’account youtube ad uno AdSense, per inizare ritornare sulla scheda “Funzioni” vista precedentemente e cliccare su “Visualizza impostazioni di monetizzazione
2. Cliccare sulla domanda “Come posso riscuotere i miei profitti?
3. Cliccare su “Collega l’account Adsense
4. Se si possiede già un account di potrà associarlo, altrimenti bisognerà crearne uno nuovo. In entrambi i casi le istruzioni a video sono chiarissime.

Buon Lavoro!

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[Cubase 5] Lezione 2. Lavorare con gli strumenti virtuali (VST)

Ora che abbiamo impostato la nostra scheda audio (come visto nella lezione precedente), cominciamo a sfruttare le vere potenzialità del software: gli strumenti virtuali. Disponendo infatti di una tastiera USB, o comunque di una scheda audio con entrate MIDI (e dunque, di uno strumento con uscita MIDI), è possibile utilizzare Cubase 5 per registrare con tali strumenti. Ovviamente, più lo strumento virtuale è realistico, più i campioni audio avranno un’alta definizione, più il carico sulla scheda audio sarà maggiore.

Innanzitutto dobbiamo impostare il nostro strumento MIDI.

– Se hai una tastiera USB

[spoiler]Affinché tu possa utilizzare correttamente lo strumento USB, è necessario che esso sia installato. Quindi è indispensabile installarne i drivers (solitamente presenti in un cd nella confezione dello strumento).1. Prima di aprire cubase (installare e/o) collegare lo strumento al pc, attendendo che esso sia riconosciuto

2. Apriamo cubase e un nuovo progetto. Solitamente lo strumento si integra immediatamente con cubase ma per essere sicuri possiamo aprire il seguente menù:  Periferiche -> Impostazioni Periferiche – > Configurazione Porte MIDI.

P1

Controlliamo che lo strumento sia presente. Nel mio caso, una Yamaha DGX-230, possiamo leggere in foto “Yamaha Portable G”. L’importante è che sia presente lo strumento, lo stato Attivo/Inattivo per adesso non interessa, ma se comunque troviamo scritto Attivo lo strumento è pronto all’uso (se la dicitura è presente negli ingressi, cubase può già “ricevere note” dallo strumento).[/spoiler]

– Se hai una tastiera con uscita MIDI, e scheda audio con entrata MIDI

Valgono le stesse istruzioni della tastiera usb.

 

1. Settato lo strumento, dalla schermata principale del progetto: puls. Destro -> Agg. Traccia Instrument -> Scegliamo lo strumento (nel mio caso HalionOne) -> OK

P2

 

2. Ora controlliamo gli input della traccia come in foto. Poi apriamo le impostazioni dello strumento come in figura. (Il pannello Mixer è accessibile da: Periferiche -> Mixer)

P3

Istruzioni per HalionOne

[spoiler]Utilizzando HalionOne, è necessario scegliere lo strumento, vedi figura.

P4Spol

[/spoiler]

3. Settato il tutto è possibile iniziare la registrazione, vedi figura.

P5

Come accennato in precedenza, se lo strumento virtuale richiede troppe risorse, più di quante ne può fornire la scheda audio, si potrebbe incorrere a lievi click/scricchiolii del suono durante la riproduzione. Quindi è necessario disporre di schede audio potenti per poter lavorare con più strumenti. Comunque sia, se non volete cambiare hardware consiglio di provare in extremis i driver ASIO4ALL (regolando il numero dei campioni, a danno però della latenza [vedi lezione precedente])

Vedi anche:

  1. [Cubase 5] Lezione 1. Impostare la propria scheda audio;
  2. [Cubase 5] Lezione 2. Lavorare con gli strumenti virtuali (VST);
  3. [Cubase 5] Lezione 3. La Tonalità;
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[Cubase 5] Lezione 1. Impostare la propria scheda audio

Dopo aver visto il programma in generale, e soprattutto dove scaricarlo, vediamo ora come impostare la propria scheda audio, sfruttando i driver ASIO (ovvero a bassa latenza) forniti dalla stessa o da Cubase, o ancora da ASIO4ALL, come linea d’entrata e d’ingresso.

 

1.Dopo aver collegato la scheda audio/mixer digitale, apriamo Cubase 5 e clicchiamo su Periferiche, nel menù in alto, poi “Impostazioni Periferiche…”

11

2. A questo punto clicchiamo su “VST Audio System”, poi nel menù a tendina scegliamo il driver che vogliamo utilizzare

12

A questo punto ci si trova davanti a varie opzioni:

· a. Se nella lista compare il modello della vostra scheda audio significa che essa ha dei propri driver ASIO, quindi selezionandoli andate sul sicuro.
· b. Nel caso in cui non vi soddisfacessero per la alta latenza oppure proprio non compaiono vi consiglio di installare ASIO4ALL, un software che emula driver a bassa latenza per la vostra scheda audio anche se essa non ne dispone di propri. In questo caso selezionate “ASIO4ALL” nel menù a tendina
· c. Se volete potete provare anche gli altri driver offerti da cubase

( Accedendo al collegamento sito sotto VST Audio System, che prende nome a seconda dei driver selezionati, potete accedere al pannello di controllo dei driver.) [spoiler] Esempio del Pannello di controllo di ASIO4ALL, basta accendere il pulsante per attivare la propria scheda

14[/spoiler]

3. Adesso ritorniamo al menù periferiche e clicchiamo su “Connessioni VST”

13Cliccando sulla scheda “ingressi“, e sulle celle colorate si potrà scegliere la scheda audio precedentemente impostata; stessa cosa per “uscite

A questo punto avete impostato con successo la vostra scheda audio come dispositivo principale di input ed output.

Vedi anche:

  1. [Cubase 5] Lezione 1. Impostare la propria scheda audio;
  2. [Cubase 5] Lezione 2. Lavorare con gli strumenti virtuali (VST);
  3. [Cubase 5] Lezione 3. La Tonalità;